Ongon

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Terre occidentali is the attempt to build a non-linear system, the search for places where a simple and controlled impulse, relating to other carefully selected elements, generates unexpected and unpredictable worlds.
The sound source is electronic, a modular synthesizer. The sounds used are very simple and not treated in this first phase, mainly sine waves and control signals, the frequencies used are carefully studied in relation to the special tuning and preparations of the cello, based on the harmonic series.
These sounds are transferred to objects through surface transducers, devices that convert electrical energy into acoustic energy.
The cello in this system acts as a filter, envelope generator and resonant object, also adding vibrations and collateral sound events that add interest, variations or micro-variations, similar to those small metallic elements we find in many African instruments , which meet the taste for complex tones of those cultures and act in the frequencies most perceived by the human ear, bringing out shapes and articulations.
The four strings are tuned on two octaves at a distance of one fifth, using whole ratios to maximize the resonances and the influence of each string on the whole system: the most consonant intervals that appear several times in the first part of the overtone series are repeated twice.
The dynamics are extremely important, the balance of sound events is very delicate and the energy level has to be very precise to create an unstable and interesting situation.
It is electroacoustic music where acoustic sounds are not modified with electronic procedures, but just the opposite.

http://loupeditions.bandcamp.com/album/terre-occidentali



Italian review by Ettore Garzia (Percorsi musicali)
Una specialità del vivere la trance improvvisativa ci viene offerta dai singolari esperimenti profusi da Antonio Bertoni. Dopo l'aggressione al contrabbasso conosciuta in un incredibile album per la Leo R (vedi la mia recensione qui), Bertoni sta seguendo un percorso sperimentale che lo ha visto suonare in Cina in un ex capannone industriale con più peripezie sonore: si trattava di costruire suites musicali del tutto speciali che mettessero in moto la risonanza di lunghi oggetti trovati sul posto, trascinati nell'ambiente secondo varie posizioni, oppure di scovarla muovendosi lungo una lunga corda metallica, a mò di sottoinsieme delle installazioni della Fulmann in tema di long string instrument. Quello che ci propone ora, con un Lp a tiratura limitata dal titolo Terre Occidentali, è un lavoro d'improvvisazione elettroacustica, costruito su impulsi sonori di un synth modulare trasmessi ad un violoncello preparato e con differente accordatura; in più il meccanismo di trasmissione si serve di trasduttori di superficie e di oggetti come supporti di destinazione. Bertoni lo chiama sistema non lineare, un processo che gli serve per introdurre un tema più ampio, esteticamente rivolto alla situazione politico-sociale dell'Occidente; l'Lp (300 copie) contiene anche una fessura in cui compaiono 6 diapositive votate al contrasto tra l'oscurità di fondo che le costituisce (un imperante color nero) ed una strana evidenza lucida creata in sede di stampa: si ritraggono pezzi di terra adeguatamente provvisti di crepe, piccoli smottamenti, addensamenti di nero che fanno perdere l'occhio in un predominio strano dell'oscuro; ma c'è anche un significato da trovare oltre, un simbolismo feroce che mette in discussione le certezze create dalla cultura occidentale. 
L'inizio di Centopiedi è scioccante, qualcosa che richiama colpi, l'aggressione di un plotone di esecuzione o di una slot-machine in piena funzione; in Tetraktys la trasformazione del violoncello e l'effetto dei trasduttori crea un drone, un sibilo ferroso; Nome Segreto è un cammino di quasi otto minuti, irto di difficoltà, suoni irriconoscibili del violoncello contrastati da preparazioni ed oggetti percussivi che ne modificano la sostanza sonora e che lavorano ad una improbabile sinfonia; uno strano beat sintetico segue la ricerca fatta in Cuore preparato, un vero e proprio controcircuito, mentre una sottile enigmaticità coglie i sibili delle frequenze di I resti, ottenimento di un supersuono utile per rappresentare modificazioni dinamiche di un apparecchio mandato in orbita.
Bertoni ha una creatività sfavillante e Terre Occidentali è una delle dimostrazioni più valide e temerarie che siano state pensate sul futuro del violoncello in ambito elettroacustico.